Federico - Davide 2-1
Jacopo - Marco 2-1
Maureschipio - Daniele 1-1
Robo - Giorgio 0-0
Coppa di Lega:
3ª Giornata
Girone A:
Federico - Maureschipio 2-1
Robo - Giorgio 0-0
Girone B:
Daniele - Davide 1-1
Marco - Jacopo 2-2
Poiché c’è ancora un trofeo da assegnare, la Coppa, non procedo in
questa sede ad assegnare i voti e, conseguentemente, a spedire
nessuno dietro la lavagna con le orecchie d’asino in testa. Ritengo
però fin da ora di dover dare il giusto tributo a Federico che vince
meritatamente il suo primo scudetto della Lega Romantici entrando,
così, nel club degli “eletti” dal quale sono ormai esclusi solo
Daniele e Maureschipio (che a questo punto è il vero club degli
eletti!).
La fortuna aiuta gli audaci e Federico è stato giustamente premiato
per aver puntato sul blocco Roma in un momento difficile, per aver
scommesso su Borriello, per aver investito molto sulla rivelazione
del campionato Jovetic, per aver strappato con i denti a Robo
Giorgio Chiellini.
Ironia della sorte è proprio il forte difensore della Juve, unico
baluardo di una vecchia signora ormai decrepita, a regalare la
vittoria all’ingegnere della 3 contro un Davide che già ordiva un
italian job finalizzato a limitare l’eccessivo allargamento della
cerchia dei vincitori di scudetto.
Federico dimostra che per vincere a questo gioco non serve
necessariamente avere giocatori che segnano, ma innanzitutto c’è
bisogno di elementi con rendimento elevato. La partita la vince a
centrocampo dove contemporaneamente si trova Jovetic, Biabiany,
Pizarro, Zanetti e Taddei sul 6,5 contro un Davide che appalesa
limiti proprio in quel reparto dovuto sì ad assenze importanti, ma
anche alla qualità degli stessi giocatori contraddistinti più dalla
grinta che dal piedino fatato. Chiellini dà il colpo di grazia
consentendo di tessere lo scudetto sulle maglie dei ragazzi di
Federico e condannando Davide a una giornata da leone contro Robo
per tentare di migliorare la sua attuale posizione di quinto. Da
segnalare il ritorno al goal di Eto’o con una doppietta, un
buonissimo Criscito, Burdisso e un Thiago Motta ai migliori livelli
di Genoa.
Jacopo batte Marco 2 a 1 vincendo sia la partita sia la sfida nella
sfida. Un pre-partita infuocato dalle dichiarazioni dei presidenti e
dalla stampa che aveva estremizzato le differenti caratteristiche
della squadra neanche fossero i Guelfi e i Ghibellini. Da un lato il
talento e l’immaturità, la fantasia e la scarsa concretezza,
dall’altro l’esperienza, il cinismo e l’assenza di estro e fantasia.
Tutto in una giornata che Jacopo vince grazie al suo pupillo, il
talento classe 89 di Cordoba Javi “el flaco” Pastore che ricambia la
fiducia sempre accordatagli con un goal al bacio dedicato al
Presidente Cherubini.
Vince anche grazie a un esercizio di stregoneria che lo proietta
come degno erede di un Desa che non sembra più frequentare da un
pezzo le classi Hogwarts. Con lo stemma al petto "draco dormiens
numquam titillandus" Jacopo compie un sortilegio che permette a
Hernandez, dato in panchina, di entrare dall’inizio al posto di
Miccoli e segnare, nonché a Quagliarella, a secco da circa 80 giorni
di andare in campo in campo nelle vesti di Lazzaro per risolvere una
partita difficilissima. Marco non ha da rimproverarsi nulla, solito
carrarmato di cui Riise è l’emblema, una sfilza di prove oltre il 6,
i goal del romanista ex Liverpool, quello di Meggiorini ma due tre
note stonate. Cossu sbaglia il rigore, Pandev non incide, Cavani lo
penalizza…guarda caso i tre giocatori con più classe della
corrazzata gli remano contro! Sarà un messaggio a Jacopo in vista
del prossimo mercato o una presa di coscienza di essere voci fuori
dal coro? Fatto sta che Marco cullava meritate ambizioni da terzo
posto che dovrà rimandare alla prossima giornata.
Bel pareggiotto tra Maureschipio e Daniele. L’acerrimo rivale dei
post scriptum ritrova il suo gioiello Cassano che torna dal padre
neanche fosse il figliol prodigo e lui non lo rimprovera, ma lo
ricompensa facendogli vestire i calzari e facendo uccidere l’agnello
più grasso. Maicon sembrava regalargli il terzo posto se non fosse
che Maureschipio è una squadra viva nonostante il cucchiaio, capace
di regalare ancora emozioni con Lavezzi e buone prestazioni in
difesa e a centrocampo. Centrocampo dove in questa partita i grandi
assenti sono da una parte e dall’altra i campioni o presunti tali
Diego e Pirlo.
Uno 0 a 0 da sbadigli quello tra Robo e Giorgio. Gigi non poteva
permettersi il lusso di perdere il treno scudetto e invece sbaglia
formazione: Conti in panchina e Manninger in porta. Curioso infatti
notare come il rientro di Manninger lo abbia penalizzato (con il
solito 3 dato ai portieri assenti questa partita l’avrebbe vinta e
stava ancora lì alle calcagna di Federico). Ma Gigi non ha nulla da
recriminare visto che quest’anno è riuscito comunque a essere
protagonista nonostante qualche lacuna in difesa dove Thiago Silva
ha dimostrato anche questa domenica di essere di un’altra categoria
e a centrocampo dove comunque i rinforzi di Alvarez e Mauri sembrano
funzionare alla grande. I giocatori di Giorgio sono un orchestra
composta da un corno da bassetto, un fagotto, una tromba, due
tromboni, un timpano, un organo, un violino, un contrabbasso, una
viola, un violoncello che sotto la sapiente direzione del maestro
danno vita a una sinfonia in re minore k626, anche conosciuta come
Requiem di Mozart, che dedicano a loro stessi.
In coppa tutto può ancora succedere. Equilibratissimo il girone B
dove Jacopo nonostante la sua media spaventosa di quasi 75 in tre
partite è a un tiro di schioppo da tutti. Scommettere su chi passerà
il turno è una vera impresa ad oggi. Nel girone A Robo e Federico
sembrano avere un qualcosa in più, ma anche qui ne sapremo di più a
partire da lunedì.